Disabilità: molti “sanno”, pochi ascoltano

Dal Blog inVisibili de il corriere della sera.

di Simone Fanti

La parola “disabili” porta con sé qualcosa di magico. Non ve ne siete mai accorti? Seguitemi in questo breve viaggio e vi mostro i poteri evocativi ed “esoterici” della disabilità. Partiamo dalla conoscenza di voi stessi. Non vi è mai capitato di avere la sensazione che gli altri ne sappiano più di voi sulla vostra condizione? Tutti sono pronti a fornirvi la giusta soluzione come se gli abili (se volete essere politically correct i non disabili) pensassero che, spesso, chi è disabile non conosca realmente i propri bisogni. Disabili come bambini di pochi mesi inconsapevoli di ciò che li circonda.

Mi sono preso qualche settimana sabbatica dal blog. Ho voluto astrarmi da questo mondo e osservare da estraneo. InVisibili sta per compiere 4 anni (meglio sarebbe dire 5 visto che l’intuizione di Alessandro Cannavò e il mio successivo progetto sono datati marzo /maggio 2011). Si sarebbe dovuto chiamare Il Visconte Dimezzato, ma un’intuizione geniale di Franco Bomprezzi ha impresso il suo sigillo di qualità ed è diventato InVisibili, già con la V maiuscola. Quattro anni sono un’eternità nel mondo digitale: ciò che dicevamo pionieristicamente allora oggi sta entrando nel pensar comune.

Tanto che tutti “sanno” di disabilità, tutti dispensano consigli, tutti sono capaci di valutare l’accessibilità di un luogo a un semplice sguardo per poi dirti all’ingresso: “ma due gradini li riesci a fare vero? Sì certo come no, sono seduto in sedia a rotelle solo per comodità mi sembra evidente?”. E spesso l’ironia della risposta non viene colta. Entriamo quindi nella magia della disabilità.

Il potere dell’illusione
Ricordate l’espressione “venditor di fumo”? Portiamola nel concretissimo mondo del lavoro in cui grandi aziende dichiarano ai quattro venti di avere un’anima etica, di rispettare e salvaguardare la diversità… E poi preferiscono pagare sanzioni per non assumere persone con disabilità. Parlano i numeri. Secondo l’Istat solo una persona su cinque dei 15-64enni con limitazioni funzionali gravi lavora. «Risulta occupato il 52,5% degli uomini (64,6% sulla popolazione totale) contro il 35,1% delle donne (45,8% dell’intera popolazione) – dice il rapporto -. Lo svantaggio femminile è più accentuato per le donne di 45-64 anni, tra le quali lavora solo il 31,3%». (Leggi articolo sul job act). Un disabile che lavora è un disabile in meno che pesa sullo stato sociale, è spesso una persona integrata, produttiva, è un pezzo della società attiva.

Il miracolo dei pani e dei pesci
Basta la parola… Disabili, per far raddoppiare i prezzi. Avete visto in questi giorni le meravigliose offerte turistiche di molti grandi tour operator? Stuzzicano la fantasia di ciascuno di noi. Cuba a 1300 euro, le Mauritius a 1500… wow. Offerte valide ovviamente per gli abili. Basta dire: «avrei bisogno di una camera attrezzata perché sono in sedia a rotelle» e, dopo un momento di silenzio, il prezzo raddoppia. Certo c’è il transfert albergo aeroporto ad hoc (un taxi locale spesso costa pochi dollari, ma diventano un centinaio se la persona da trasportare è disabile e passa attraverso un tour operator). Il resort? Quello da 1300 euro non è accessibile, bisogna passare alla categoria superiore che ovviamente ha a disposizione solo una junior suite (neanche attrezzata, solo più ampia). Risultato 3 mila euro escursioni escluse. Sette preventivi fatti, sette risultati identici su Cuba, Mauritius, Seychelles e Thailandia. La strategia dei tour operator che vendono servizi e non emozioni sul breve ripaga ma poi svilisce il turismo.

Superpoteri disabili
Non ne siete dotati? Allora non siete veri disabili. Fuori dalla battuta vi riporto una dichiarazione di un architetto progettista di parchi giochi fatta pubblicamente nella conferenza “Una giostra per tutti” che si è tenuta a Leolandia a ottobre 2015: «Certo la norma prevede una pendenza delle rampe massima dell’8%, ma se anche la facciamo del 9 o del 10% chi vuoi che se ne accorga. Il cliente è contento e il disabile al limite si farà spingere». E in effetti avete mai sentito di un architetto punito per il non rispetto delle norme per l’abbattimento delle barriere architettoniche? O avete mai visto un ristoratore o un’amministrazione pubblica sanzionato per aver trasformato (sempre che ci sia) un bagno per disabili in un ripostiglio per scope e cianfrusaglie varie (mi auguro non cibo, ma chissà)? Quindi sviluppate in fretta i vostri superpoteri, altrimenti state a casa.

Il disabile non si conta, si pesa come i voti e le azioni
Quest’estate con inVisibili abbiamo seguito la giusta polemica delle persone sorde sulla poca accessibilità dell’Expo. Risultato, qualche accenno e poi il nulla, Abbiamo, infatti, dimenticato quanto possano essere più sordi certi amministratori pubblici. E quanto lo possano essere alcuni responsabili di associazioni legate al mondo della disabilità. Un esempio? Un abilissimo referente di una grande associazione, off the record, mi ha consigliato di lasciar perdere e di non pubblicare l’inchiesta: «Che te frega – mi disse – sono quattro gatti rumorosi». A buon intenditor poche parole.

Nessun disabile al comando
Ovviamente, scusate mi stavo dimenticando, tutti sanno di disabilità! Perché ascoltare quelli che vivono la disabilità sulla propria pelle? Che apporto può dare una persona che quotidianamente si trova ad affrontare le difficoltà di una vita differente e, purtroppo, in salita spesso per l’indifferenza altri? Nessuno. E così non sorprende che si possano trovare pochissimi disabili in posizioni dirigenziali in realtà che si occupano di disabilità: dalle associazioni agli enti pubblici, dalle testate specialistiche alle aziende.
(corriere.it)

di Giovanni Cupidi

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