Baccei e Digiacomo contro i VIP. Il mio commento su LiveSicilia

Cari Lettori vi riporto il commento che ho inserito (e successivamente pubblicato sui miei social) sul sito di LiveSicilia all’articolo a firma di Accursio Sabella che raccoglieva le parole dell’Assessore regionale al bilancio Baccei e del Presidente della Commissione Salute Digiacomo il giorno dopo la nostra Marcia per la Dignità sul presunto e strumentale show del dolore sfruttato dai testimonial vip che ci hanno supportato. Vi riporto a seguire anche il testo originale dell’articolo in questione.

IL MIO COMMENTO 

​”Il linciaggio e il dolore delle persone tutte, con disabilità o no, usato come bancomat è stato in questi anni lo sport e il malcostume tipico della nostra classe politica. Ancora una volta veniamo trattati come dei mentecatti che si fanno strumentalizzare ora dal gruppo politico avversario, come sostenuto dal politico in difficoltà di turno, ora addirittura da vip che non hanno alcun bisogno di altro pubblico essendo nel momento più fulgido delle loro carriera. Lo stesso non si può dire di Baccei e di Digiacomo ad es. fino a Crocetta. La verità è che non hanno saputo cosa rispondere alla efficace marcia per la dignità di ieri e fa comodo loro trovare capri espiatori. Ma le scuse sono finite! Assessore Baccei sa bene che ci sono poste di bilancio non ascrivibili per legge. È che dire della “meravigliosa” idea di mandare inadeguatissimi precari ad occuparsi dei disabili gravissimi? GENIALE! In un sol colpo sistemare la annosa questione di fondi europei non spesi. Basta con le offese! Le vostre patetiche scuse assessore Baccei e on. Digiacomo hanno le gambe troppo corte ormai! Se non era per i vip non avreste mai affrontato la questione e questo vale anche per certa stampa!”

L’ARTICOLO DI LIVESICILIA 

di Accursio Sabella

Disabili, la politica contro gli artisti

Baccei: “I vip non hanno le competenze tecniche”. Digiacomo: “Sofferenza usata come bancomat. Così si favorisce il linciaggio”.

“Basta con lo show del dolore”. La politica si ribella. Agli artisti. Gli stessi che hanno “sposato” la causa dei disabili siciliani, fino al punto da spingersi sotto e dentro Palazzo d’Orleans. La politica, però, adesso si ribella a testimonial e sponsor di una causa che è, ovviamente, giustissima. E lo fa mettendo in dubbio anche le competenze degli stessi cantanti e attori, da Jovanotti a Pif, passando per Ficarra e Picone. Mai nominati, ad esempio, dal presidente della commissione Salute all’Ars Pippo Digiacomo, che parla di “dolore usato come un bancomat” o dall’assessore all’Economia Alessandro Baccei che dice: “Gli interventi di esponenti del mondo dello spettacolo, particolarmente efficaci dal punto di vista della comunicazione, sono, del tutto comprensibilmente, non supportati dalle competenze tecniche necessarie in materia della contabilità pubblica”.

E da lì, appunto, l’assessore decide di scendere nel “tecnico”, ricordando come i bilanci approvati abbiano una durata triennale e che le somme sono stanziabili subito una volta approvata la manovra finanziaria. “La congruità della copertura finanziaria utilizzata per assicurare le risorse stanziate – dice – riguarda esclusivamente la responsabilità del governo, della Commissione bilancio e dell’Assemblea regionale siciliana, nonché dei soggetti istituzionali che intervengono con i controlli successivi e non condiziona in alcun in alcun modo la possibilità di attivare la spesa stanziata. E ciò ovviamente – prosegue Baccei – riguarda non solo la copertura finanziaria della spesa per i disabili ma di tutte le spese previste nella manovra, la cui copertura finanziaria è assicurata complessivamente dalle risorse iscritte tra le entrate del bilancio di previsione o da tagli di spesa precedentemente autorizzata”. Insomma, secondo Baccei non c’è alcun dubbio sulla “concretezza” dei fondi stanziati: “. Le recenti considerazioni circa la fondatezza delle coperture o l’incertezza dei fondi stanziati appaiono dunque, oltre che del tutto fuori luogo, frutto di informazioni sommarie e letture affrettate”.

“Non è giusto trasformare questo grave problema in uno show” conferma a Livesicilia il presidente Digiacomo. “Con i 36 milioni di euro stanziati nell’ultimo esercizio provvisorio – spiega Digiacomo – si riesce a coprire il progetto della cosiddetta ‘vita indipendente’ dei disabili gravissimi con un assegno che va dai 1000 ai 1800 euro mensili, a secondo della gravità della malattia. Ho saputo che i decreti di accredito delle somme alle Asp sono stati firmati e penso che, entro un paio di mesi, questo primo passo possa andare a regime. Le ulteriori somme da reperire in bilancio e da destinare ai disabili, non solo gravissimi ma anche gravi, – prosegue – avranno una loro concretezza entro aprile, dopo la finanziaria, e dovranno poi essere normate da decreti attuativi che definiscano nuove platee e nuovi sistemi d’intervento legittimi e ben calibrati”.

Poi, come detto, il riferimento alle proteste e ai testimonial: “Esibire tanto dolore come un ‘bancomat’ o come una ‘lupara caricata a pallettoni’ sulla politica, – dice Digiacomo – non serve a nulla né in Sicilia né in Calabria né in Campania né in altre parti del Paese. Ed a proposito del resto del Paese, io credo che sia giusto accendere i riflettori sul disagio che vivono i disabili in Sicilia per poter migliorare la loro condizione di vita, ma non credo che sia giusto ignorare cosa succede altrove e far passare ancora una volta la Sicilia come la peggiore delle regioni d’Europa, quando la realtà è ben diversa. Altrimenti – prosegue – ogni volta che si agita quel microfono a favore di telecamera si rischia, magari inconsapevolmente, di contribuire a realizzare la quintessenza della barbarie: il linciaggio”.
Un linciaggio, secondo Digiacomo, favorito da quelle manifestazioni sostenute dai vip: “Ho sempre visto con affetto – spiega infatti – e riconoscenza l’impegno di artisti, intellettuali e personaggi conosciuti, per la difesa dei diritti civili, sono una parte importante della storia anche contemporanea. La disabilità in Italia è un problema grave e serio che per varie disattenzioni si è trasformato in una bomba a orologeria: è giusto stringere i tempi in Sicilia e in Italia, non è giusto – conclude Digiacomo – trasformare tutto questo in uno show del dolore”.

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