Sant’Anna Hostel e Luna Blu: valorizzare il territorio costruendo un futuro per i giovani adulti con disabilità

Luna Blu e Sant’Anna Hostel, parte del progetto AUT AUT, sono due strutture speciali che combinano l’ospitalità tradizionale con il turismo accessibile. Una piccola azienda agricola, un laboratorio di pasta fresca, due ristoranti e due case vacanze, ma soprattutto due campus aperti all’agricoltura e all’accoglienza, a cura di ragazzi diversamente abili, coinvolti nelle diverse attività.

Sulle colline di La Spezia, ai piedi del monte Parodi, esiste un luogo dove tutte le differenze si appianano. Da fuori il Sant’Anna hostel è una semplice azienda agrituristica, con quattro camere e un ristorante dalla cucina familiare, che propone menu con piatti tipici della tradizione ligure, tutti preparati con materie prime biologiche, provenienti direttamente dall’orto aziendale.  
Da dentro, al di là della veste “hostel”, questa struttura è una “palestra” per imparare tutti i mestieri legati al turismo e alla ricettività, dall’accoglienza alla cucina, passando per l’orto e la preparazione delle camere per gli ospiti.

Lo Staff

Lo staff del Sant’Anna hostel
«La disabilità è in ognuno di noi – si legge sul sito del campus agrisociale – noi “normali” però, la vediamo solo negli altri. Abbiamo bisogno di guardarci dentro e sconfiggere prima la nostra disabilità per accogliere gli altri ed essere in pace con noi stessi». Solo chi vive questo tipo di quotidianità sa cosa significa trasformare il bisogno in motivazione: «Aiutare i nostri figli a introdursi nella comunità come “parte attiva” – spiega Roberto Barichello, presidente A.G.A.P.O. odv e referente di Sant’Anna Hostel – è stato, da subito, l’obiettivo primario di questo mio sogno, divenuto realtà, a dimostrazione che questi ragazzi possono lavorare ed essere economicamente indipendenti, in contesti controllati e rispettando i loro ritmi». Qui imparano a svolgere varie mansioni: c’è chi si dedica alla preparazione di conserve e marmellate, chi invece preferisce lavorare nell’orto, chi rassetta le camere e chi invece gestisce la cucina o la reception. Ognuno di loro ha scelto degli ambiti specifici di cui occuparsi, in base alle proprie personali attitudini.

Una ragazza impegnata a preparare la sala del Sant’Anna hostel

Un luogo di crescita e di socializzazione, quindi, ma, soprattutto, di transito. «Il Sant’Anna è un contesto formativo, di training sul campo – prosegue Barichello – perché il nostro scopo è quello portare in altri luoghi le competenze acquisite qui, affinché i ragazzi possano diventare parte integrante di staff di ristoranti e strutture alberghiere».
Oltre al Sant’Anna Hostel, che ha puntato strategicamente sul turismo inclusivo, a La Spezia c’è anche un altro luogo che traduce in realtà il sogno di ‘normalità’ di tanti ragazzi con autismo. Dal 2019 Luna Blu si affianca al Sant’Anna e costituisce un ulteriore tassello del progetto “AUT AUT – Autonomia Autismo”, promosso dalla Fondazione Carispezia – che ha investito nella realizzazione di entrambe le strutture – e da due associazioni di genitori di ragazzi autistici (A.G.A.P.O. odv appunto e Fondazione Il Domani dell’Autismo): tutti insieme hanno dato vita, nel 2017, alla Fondazione AUT AUT con l’obiettivo di promuovere l’inclusione e l’inserimento lavorativo di giovani adulti, autistici o diversamente abili, una volta concluso il ciclo scolastico. A cominciare proprio da queste due realtà innovative, i cui servizi di accoglienza coinvolgono persone con autismo, affiancate da educatori.

Luna Blu è una struttura su tre piani, progettata con un occhio di riguardo alle diverse attività previste: una casa per ferie (in grado di ospitare anche persone con disabilità motoria), un ristorante, un appartamento per l’autonomia, in cui abiteranno, per circa un anno, ragazzi avviati ad un percorso di vita indipendente, e una struttura per il “Dopo di Noi”, che ospita persone con autismo che stanno per affrontare il graduale distacco dalla famiglia.

Un ragazzo apparecchia la tavola al Luna Blu

Oltre ai servizi ricettivi, la struttura ha al suo interno un laboratorio dove i ragazzi producono pasta fresca ed essiccata (con e senza glutine), pane, pizza e focaccia, prodotti dolci da forno. «Il nostro sogno – racconta Alberto Brunetti, presidente di Fondazione Il Domani dell’Autismo e referente di Luna Blu – è dare vita a un pastificio vero, per dimostrare che questi ragazzi sono in grado di condurre una vita normale». I ravioli sono un successo, apprezzati proprio da tutti, per ora venduti solo attraverso piccoli gruppi di acquisto, in attesa di avere un vero shop.
Non c’è dubbio che un contesto adeguato alle caratteristiche profonde dell’autismo dovrebbe essere semplice, coerente, ma soprattutto ricco di stimoli significativi, aperto all’esterno e all’integrazione, modulabile sulle condizioni dei singoli soggetti e sulle caratteristiche del disturbo. E se è vero che dall’autismo non si può guarire, certo è che si può stare meglio, fino ad avere una vita praticamente normale.
Uno dei modi per ricreare armonia in famiglia è sapere che il proprio figlio sta cercando di realizzarsi, facendo ciò che gli piace. Per una vita adulta di qualità.

(italiachecambia.org)

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