Medaglie, vittorie e successi. La storia del tiro con l’arco, il primo sport paralimpico

Gli atleti paralimpici e quelli olimpici, inoltre, gareggiano insieme. Sulla linea di tiro la disabilità non si vede

Bonacina, Cancelli e Simonelli, campioni del mondo Compound a Pechino

Il primo fra gli sport paralimpici. Il tiro con l’arco vanta il primato di essere stato lo sport che ha aperto gli eventi di quello che sarebbe diventato il più grande movimento sportivo per atleti con disabilità del mondo. Avvenne nel 1948. Il merito fu di un medico visionario di origini ebree, Ludwig Guttmann, che dall’Austria era andato in Inghilterra per scampare alla furia nazista. Al centro di riabilitazione di Stoke Mandeville, non lontano da Londra, ebbe la grande intuizione di cominciare a fare sport e non solo riabilitazione ai tanti soldati che arrivavano con disabilità dalla seconda guerra mondiale. In quell’anno si tenevano le Olimpiadi a Londra e Guttmann si inventò un evento con atleti in carrozzina: 16 fra uomini e donne gareggiarono proprio nel tiro con l’arco in quello che sarebbe stato il prodromo della Paralimpiade, oggi il secondo evento sportivo per numero di atleti, nazioni e discipline. Ecco perché l’importanza del tiro con l’arco nella crescita del movimento paralimpico è fondamentale.

DIFFERENZE

Non ce ne sono: gli atleti paralimpici e quelli olimpici gareggiano insieme e sulla linea di tiro la disabilità non si vede. È la grande bellezza del tiro con l’arco, precursore di quella integrazione che anche altri sport hanno. È presente ai Giochi da Roma 1960, in quelle che sono considerate le prime vere Paralimpiadi della storia. Ma atleti con disabilità hanno partecipato alle Olimpiadi senza problemi. In questo l’Italia ha un primato: la prima atleta al mondo a partecipare a Olimpiade e Paralimpiade nella stessa edizione dei Giochi è stata l’azzurra Paola Fantato, che fece la doppietta ad Atlanta ‘96. Veronese, poliomielitica, è un vanto italiano nel mondo. In campo internazionale, pochi sanno che uno degli atleti più grandi di tutti i tempi, il grandissimo maratoneta Abebe Bikila, che scalzo vinse l’oro a Roma, fu un campione del tiro con l’arco in carrozzina dopo l’incidente d’auto che lo rese paraplegico.
  
Questa importanza vale anche per l’Italia. Il tiro con l’arco azzurro ha avuto e continua ad avere stagioni felicissime, grazie a una attenzione che la Fitarco mostra da sempre. Grazie all’impegno della Federazione, hanno seguito la scia di Paola Fantato i grandi campioni azzurri che hanno dato lustro all’Italia su pedane senza differenze. Come Oscar De Pellegrin, alfiere azzurro per eccellenza, sempre presente ai Giochi, dividendosi fra carabina e arco, da Barcellona ‘92 a Londra 2012, dove ha sublimato le sue partecipazioni con un oro fantastico dopo essere stato il portabandiera di quella edizione. Ora è uno dei dirigenti sportivi più apprezzati, oltre a essere un simbolo dello sport azzurro.

PROTAGONISTI
La tradizione dei grandi campioni paralimpici del tiro con l’arco non si ferma. Fra gli altri, ci sono Elisabetta Mijno, piemontese, paraplegica da quando era bimba per un incidente stradale, la cui stella internazionale brilla da un decennio: argento individuale arco olimpico a Londra 2012, bronzo mixed team con Roberto Airoldi, campionessa del mondo mixed team con Stefano Travisani nel 2017, con il quale ha vinto l’argento al mondiale dello scorso anno in Olanda, dove ha ottenuto il pass per Tokyo. Laureata in medicina, lavora al Cto di Torino. Una grandissima campionessa che sa distinguersi ed esaltarsi anche nel suo campo professionale. Lo sport gli ha portato anche l’amore: è fidanzata con il campione europeo Compound Matteo Bonacina, uno dei tre azzurri del compound che vivono a Bergamo. Con lui, gli altri grandi atleti bergamaschi sono Alberto Simonelli e Paolo Cancelli (entrambi impegnati a Bergamo come volontari durante il lockdown), campioni del mondo 2017 e campioni europei 2018. Asia Pellizzari è una giovane atleta veneta della categoria W1. Ha sfiorato la qualificazione per Tokyo agli scorsi mondiali e con il posticipo dei Giochi può tentare di nuovo il grande balzo. La palermitana Maria Andrea Virgilio, divisione compound open, è un’altra giovane che sta crescendo a suon di risultati, autrice di stagioni eccellenti, sapendo sempre migliorarsi. Aveva il record del mondo Indoor sulle 60 frecce, poi superato lo scorso dicembre da una brasiliana al Roma Archery Trophy, e ha vinto il bronzo mixed team con Alberto Simonelli ai Mondiali in Olanda, ottenendo il pass per Tokyo. Ai campionati italiani 2019 ha vinto l’oro Indoor Para-Archery, realizzando il record mondiale con 578 punti sulle 60 frecce. Ha vinto l’oro ai Tricolori Paralimpici outdoor di Firenze e l’oro ai Campionati Italiani assoluti di Lignano Sabbiadoro, gareggiando con atleti senza disabilità.

TOKYO
L’Italia ha già 7 pass su 10 per la prossima Paralimpiade giapponese e l’obiettivo è di qualificare 2 W1 per gareggiare nell’individuale e nel mixed team in Giappone. Il posticipo dei Giochi per la pandemia non cambia le aspettative azzurre, con l’Italia che resta una delle nazioni più attese agli appuntamenti paralimpici con l’obiettivo di raggiungere per la decima volta consecutiva almeno un podio.

(gazzetta.it)

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