– 276 giorni alle Paralimpiadi: il progetto africano Para Sport Against Stigma

Un progetto da 1,89 milioni di sterline (2,1 milioni di euro) che vede come protagonisti il Comitato paralimpico internazionale (IPC), l’Università di Loughborough e l’Università del Malawi, il Chancellor College che mirerà a superare lo stigma e la discriminazione contro le persone con disabilità in Africa.
Il progetto – Para Sport Against Stigma – studierà l’uso dello sport paralimpico come catalizzatore per il cambiamento degli atteggiamenti nei confronti della disabilità e della tecnologia assistiva (AT) in Ghana, Malawi e Zambia. La prima attività che si svolgerà come parte del programma è un corso I’mPOSSIBLE per educatori.
Questo corso di una settimana, che si svolge online a causa delle attuali restrizioni COVID-19, vedrà i partecipanti provenienti da Ghana, Malawi e Zambia diventare educatori certificati I’mPOSSIBLE consentendo una vera e propria formazione.
Questo progetto fa parte di AT2030, un programma finanziato da UK Aid e guidato dal Global Disability Innovation Hub. AT2030 metterà alla prova “ciò che funziona” per migliorare l’accesso all’AT e investirà 20 milioni di sterline per supportare soluzioni su larga scala. Concentrandosi su prodotti innovativi, nuovi modelli di servizio e supporto di capacità globale, il programma raggiungerà direttamente nove milioni di persone e altri sei milioni indirettamente per consentire una vita di potenziale attraverso l’AT.
Utilizzando un approccio a quattro pilastri – istruzione, sviluppo degli atleti, trasmissione e attività di ricerca trasversale – si spera che il progetto si basi sulle lezioni dei Giochi Paralimpici di Londra 2012, ispirando una maggiore comprensione della disabilità e dell’inclusione nei paesi interessati.
Si ritiene che una mancanza di comprensione della disabilità e dei bisogni delle persone con disabilità possa creare esclusione all’interno delle comunità. Si ritiene che lo stigma intorno alla disabilità sia anche uno degli ostacoli all’uso, allo sviluppo e all’erogazione di una migliore adozione dell’AT, comprese carrozzine, apparecchi acustici, protesi e occhiali nei paesi a basso e medio reddito che possano portare a standard di vita migliori le persone con disabilità.

(gazzetta.it)

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