Il delivery senza bici dei ragazzi di For-te

A Cesano Boscone (Milano) un servizio di trasporto con mezzi pubblici e a piedi coinvolge persone con disabilità intellettiva. E presto verrà ampliato, malgrado la pandemia. Articolo pubblicato sulla rivista SuperAbile Inail

Michela ha realizzato il sogno che aveva fin da bambina: comprare un cagnolino. Potrà sembrare una sciocchezza, ma non lo è: quel cagnolino è il “frutto” del suo lavoro, è il segno dell’autonomia economica raggiunta. Michela è una dei dieci giovani coinvolti nel servizio di delivery a piedi organizzato a Milano dalla cooperativa sociale For-te. Con il loro elegante zainetto nero consegnano materiale elettronico, digitale e di cancelleria. Il progetto è nato grazie alla collaborazione con Esprinet, società italiana leader in Europa nella distribuzione di information technology e consumer electronics con sede a Vimercate (provincia di Monza-Brianza) e diversi punti vendita nel milanese. «L’idea è quella di creare un’occasione di lavoro per persone con disabilità intellettiva o psichica. Persone che non possono guidare, ma che hanno una buona capacità di muoversi autonomamente anche sui mezzi pubblici», spiega Andrea Miotti, presidente del Gruppo L’impronta, di cui la cooperativa For-te fa parte.

Il progetto è partito nel maggio 2019 e nei primi sei mesi di attività avevano effettuato oltre mille consegne. «Ogni giorno i ragazzi si ritrovavano a Cesano Boscone (comune dell’hinterland milanese) in uno dei punti di distribuzione di Esprinet e dopo una breve riunione, in cui si organizzava il lavoro, partivano con i loro zainetti per le consegne a Milano e provincia». Consegne fatte rispettando alcune regole di base: pacchi di dimensioni ridotte (devono starci nello zainetto) e con peso complessivo non superiore agli otto chili. Quattro ore al giorno di lavoro, consegnando da uno a quattro pacchi al massimo.

Tutto questo prima del covid-19. L’arrivo della pandemia ha imposto di riprogettare il servizio. «Abbiamo ritenuto che non fosse più il caso di utilizzare i mezzi pubblici», spiega Andrea Miotti. «E quindi abbiamo riorganizzato tutto. Per prima cosa abbiamo messo a disposizione due pulmini per fare consegne, sempre però con i ragazzi. Li portiamo nelle zone di recapito e l’ultimo tratto lo fanno a piedi». Esprinet inoltre ha sposato il progetto “Pc for you” che rigenera personal computer per studenti in didattica a distanza di famiglie in difficoltà.

La consegna a queste famiglie è quindi curata dal delivery di For-te. «Abbiamo infine avviato un servizio di consegna di pasti per le famiglie in condizione di indigenza, grazie al sostegno del fondo Famiglia Manfredi della Fondazione di Comunità Milano». In questo modo i dieci giovani di For-te hanno potuto mantenere il loro lavoro, con un contratto a tempo indeterminato. Un piccolo miracolo in questo tempo di crisi.

«Il lavoro per una persona con disabilità psichica è fondamentale», sottolinea Miotti. «Spesso questi giovani si sentono sottovalutati. Il lavoro con la cooperativa For-te ha rivoluzionato la loro vita. La dignità e l’autostima sono saliti alle stelle». Ed è per questo che il cagnolino di Michela è il segno di un riscatto personale: ha potuto comprarlo e lo mantiene grazie a quel che guadagna. E che dire di Giovanni? Venticinque anni, timidissimo, sta vincendo paure e ansie, migliorando i rapporti con gli altri. E poi c’è Flavio, con sindrome di Asperger: seguito fin da bambino dai servizi offerti dal Gruppo L’Impronta, è alla sua prima esperienza lavorativa che sta affrontando con piglio ed entusiasmo.

Jean Paul, invece, ha seguito un corso apposito per imparare a sanificare i due pulmini usati dalla cooperativa. Storie semplici di vita e vittorie quotidiane, che hanno sempre caratterizzato L’Impronta, associazione nata dall’esperienza di un gruppo di volontariato, dedicato alla disabilità, legato alla parrocchia di San Barnaba nella periferia Sud di Milano. Nel 1999 il gruppo di volontari ha costituito l’associazione che, nel tempo, ha dato vita a tre cooperative sociali per offrire occasioni di lavoro a persone con disabilità: Via Libera (che gestisce due bar, un self service e un panificio), Agrivis (coltivazioni di ortaggi biologici) e, appunto, For-te. «Il nome di quest’ultima ha un significato duplice», ricorda Miotti. «Indica che il progetto è “per te” ma è anche un incoraggiamento perché il nome può essere letto per intero e quindi diventa “Forte”».

Nonostante il covid, non solo il servizio di delivery va avanti, ma appena possibile verrà ampliato. Si sta pensando di creare un altro gruppo di fattorini che farebbero capo a un altro punto vendita di Esprinet. «La presenza di questi ragazzi sta incidendo positivamente anche tra i dipendenti di dell’azienda», racconta Miotti. «Sono stati molto accoglienti nei nostri confronti e i nostri ragazzi portano entusiasmo». Per Esprinet, inoltre, il progetto di delivery è diventato una voce importante nel bilancio sociale e, grazie all’articolo 14 della legge 68 del 1999, un modo per assolvere all’obbligo di assumere persone con disabilità appoggiandosi a For-te che è una cooperativa sociale di tipo B. «C’è stata fin dall’inizio un’ottima collaborazione», conclude il presidente, «abbiamo lavorato insieme all’ideazione del progetto».

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