Rimini, dall’orto al tirocinio in hotel: la rivincita dei giovani con disabilità

Prima la semina, poi i germogli e infine i frutti. Quelli della terra, quelli della passione e dell’entusiasmo. Del lavoro responsabile insegnato con pazienza e cura a un gruppo di giovani con disabilità cognitive. Che non hanno appreso l’arte di esser contadini o agricoltori ma quel po’ di cultura del lavoro che li aiuterà a determinarsi nella società. Succede in Riviera, succede a Rimini al di là dell’autostrada a 14 che riversa settimana dopo settimana turisti e vacanzieri al mare.

Succede grazie al progetto “Mille Orti per il Turismo” intrapreso da una web agency – www.info-alberghi.com in collaborazione con la cooperativa locale “Il Millepiedi” e l’associazione “Crescere Insieme”. Hanno aderito 22 hotel che hanno a loro volta adottato altrettanti orti negli appezzamenti dello “spazio Macanno” gestito dalla cooperativa. Qui con l’aiuto di educatori ed agronomi i ragazzi hanno lavorato e lavorano da questa primavera.

Il tirocinio negli hotel

Spiega Eugenio Quartulli della Cooperativa Millepiedi che “grazie al lavoro negli orti abbiamo già consegnato sei mandate di ortaggi e verdure praticamente a chilometro zero”. E non è finita qui. Il frutto del lavoro finirà sulle tavole degli ospiti degli hotel in maniera sostenibile ma alcuni titolari degli alberghi impressionati dal progetto “hanno deciso di assumere per un tirocinio alcuni dei ragazzi che hanno lavorato negli orti”.

Non un dettaglio da poco ma il raggiungimento di un obiettivo. «Questi ragazzi – spiega ancora – non dovevamo imparare la vita dei campi. Dovevano imparare ad assumersi le loro responsabilità, ad essere precisi ad essere puntuali, a sapersi rispettare».

«Mille orti per la città»

Certo nell’area verde Macanno, alla periferia rurale di Rimini i ragazzi hanno imparato anche a differenziare i rifiuti, hanno appreso l’arte del riciclo e il significato di queste pratiche. «Sanno naturalmente che quando arriva la pioggia non sarà necessario innaffiare le piante quando invece batte il sole è vitale farlo». Il progetto rientra nell’iniziativa “Mille Orti per la città” che impegna da due anni dieci ragazzi con sindrome di down e disabilità cognitive tutte le mattine e spesso anche al pomeriggio.

Da una parte la fila di orti affittati dalle famiglie che li vengono a coltivare e lavorare e che la cooperativa e i ragazzi si limitano a curare, dall’altra invece ci sono orti di cui noi i giovani disabili si occupano a tutto tondo. A limitarli piccole stradine con i cartelli con sopra scritti i nomi dei ragazzi e degli educatori per aiutarli ad orientarsi.
(corriere.it)

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