Due film che portano la disabilità al cinema senza stereotipi

In quel ramo di cinema che cerca di normalizzare la disabilità sul grande schermo senza forzati paragoni con l’abilismo, un cortometraggio e un lungometraggio in particolare sembrano spalancare le porte a un futuro di inclusività più naturale.

Parliamo di Feeling Through, nominato agli Oscar 2021 e primo corto con protagonista un attore sordocieco, e di Best Summer Ever, un musical originale con un cast e una troupe composte di persone con e senza disabilità, che non pone mai l’accento sui corpi. In quest’ultimo figurano anche Benjamin Bratt (Doctor Strange, Law & Order), e la coppia hollywoodiana – appassionata di cinema indipendente – Maggie Gyllenhaal e Peter Sarsgaard.

Si tratta di due prime (una europea, una italiana) che siamo riusciti a vedere alla quarta edizione del Nòt Film Fest 2021, il festival del cinema indipendente a Santarcangelo di Romagna. Ideato da Noemi Bruschi, art director, Giovanni Labadessa, produttore e sceneggiatore, e Alizé Latini, attrice e produttrice, quest’anno la rassegna ha come filo conduttore l’inclusività. Feeling Through e Best Summer Ever sono un ottimo esempio di come fare cinema di questo tipo.

Vogliamo promuovere l’inclusività”, ha detto il produttore Labadessa. “Per la prima volta al Nòt Film Fest abbiamo un punto di vista autentico sull’inclusione, che si trova nel mezzo di un percorso ancora in divenire. Stiamo cercando umilmente di promuoverlo, proprio attraverso le storie che abbiamo al festival”.

Feeling Through di Doug Roland, oltre a essere candidato all’Oscar, ha la produzione esecutiva della vincitrice del premio per Figli di un Dio minore, Marlee Matlin, attrice e autrice ma anche attivista per i diritti dei non udenti.
La storia è l’incontro di notte a New York tra il giovane Tereek (Steven Prescod) e Artie (Robert Tarango), un sordocieco che ha bisogno di aiuto per tornare a casa. Tereek accompagna Artie fino al suo bus, in un breve viaggio che cambierà la sua vita e la sua concezione della cura dell’altro, per sempre.

Il regista Doug Roland, presente al festival, ci ha raccontato che per il cortometraggio (dura 19 minuti) si è ispirato proprio a un incontro che lui stesso ha avuto dieci anni fa a New York con un uomo che aveva bisogno d’aiuto. Roland l’aveva accompagnato conversando con lui scrivendo a mano sul suo palmo. Poco dopo aveva trasformato l’episodio in una sceneggiatura, che però è rimasta ferma sul suo computer a lungo: solo molti anni dopo ha sentito che era arrivato il momento giusto per farla diventare un film.

Non bisogna creare una bolla di artisti disabili”, continua Labadessa, “ma riuscire ad arrivare a un’inclusione totale. Creare uno storytelling inclusivo è infatti il primo passo per avere una società libera dalle discriminazioni”.

Best Summer Ever, di Michael Parks Randa e Lauren Smitelli, è invece “la storia di chiunque“, quella di un amore al liceo.
In un’atmosfera a metà tra Grease e High School Musical, sempre in bilico tra ironia e realtà, seguiamo le vicende di un gruppo di adolescenti. Il cast è composto, come dicevamo, sia da attori disabili che da abili, ma non viene dato risalto nella trama alle diversità specifiche: niente distinzioni stereotipate tra ragazzi abili o disabili. Vince un senso di normale quotidianità.

Questo perché in Best Summer Ever le persone con disabilità sono “solo” persone.
Sviluppare uno storytelling innovativo su questa linea è stato possibile anche grazie all’esperienza radicata nel cinema inclusivo di Parks Randa e Smitelli. Il duo ha lavorato con la troupe Zeno Mountain Farm, che assume persone con disabilità in qualsiasi ruolo della produzione cinematografica.

Nella foto principale: Rickey Alexander Wilson (Tony) e Shannon DeVido (Sage), protagonisti di Best Summer Ever.
I film si possono vedere anche in streaming su www.notstream.com.

(it.mashable.com)

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