MA MU SPIEGHI: IL BELLO CHE NON C’E’

Ma mu spieghi, le domande dell’uomo comune

Rubrica a cura di Antonella Carta – Insegnante/Scrittrice – Ma mu spieghi… è la voce del dubbio, un messaggio in bottiglia che galleggia in attesa di risposta, domande che nascono spontanee al solo guardarsi intorno.

Oggi parliamo di un aspetto del vivere comune a mio parere solo apparentemente secondario: la perdita della bellezza.

Sotto casa mia hanno da poco ristrutturato una rotatoria. Era brutta, grigia, inutilmente gigantesca, con due fermate dell’autobus con capottina parasole squadrata, elementare, senz’anima, e nemmeno una panchina, necessaria per anziani – bambini – donne incinta, e un po’ per tutti, dati anche i tempi biblici di attesa del mezzo.

Grigia e uniforme la pavimentazione, senza un po’ di verde, neanche una margherita.

Ma una giorno sono iniziati i lavori, hanno smantellato tutto, ci ho sperato.
Rifatta identica.

E allora viene da chiedersi, Ma mu spieghi che ci voleva a pensare di aggiungere un po’ di colore, anche nella pavimentazione, con mattoni allegri che avrebbero accolto con più garbo il viaggiatore?
Che sarebbe costato aggiungere quattro piante, un’aiuola, magari una fontanella di quelle piccole e discrete… vabbè la fontanella no, sto esagerando.

Perché non cogliere l’occasione per metterle finalmente quelle benedette panchine sotto le tettoie? A quel punto ci saremmo anche fatti bastare la loro linea anonima e glaciale.
Possibile che sia così difficile immaginare la sofferenza di un anziano costretto ad attendere un mezzo pubblico in piedi sotto il sole? Il prezzo sarebbe stato davvero tanto superiore?

In questi casi mi viene da chiedermi se scelte del genere siano consapevoli, dettate magari dall’ansia di risparmiare (sempre sui cittadini) o se invece si tratti solo di incuria, se si insiste nel reiterare la bruttezza e la scomodità solo per abitudine, perché da troppo tempo si fa così e valutare la possibilità di un cambio di rotta non è più nella nostra mente. Nel nostro cuore.

Ci siamo abituati a produrre in serie, senza amore. Questa è secondo me la cosa più grave, la disumanizzazione del progetto, il fatto che trovare bellezza tra le strade si può, ma solo se si guarda al passato, tra i palazzi liberty o barocchi e i marciapiedi ricamati di mosaici che nessuno costruisce più.

Se anche a te fanno male gli occhi per il brutto che vedi intorno a te, scrivici (lavoriamoinsiemeblog@gmail.com) e ti daremo voce.
Chi lo sa che alla lunga qualcosa non possa cambiare, se la chiediamo tutti insieme…

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