Parole di Carta: In bocca No!

Se c’è un problema, c’è la sua soluzione – Rubrica a cura di Antonella Carta – Insegnante/Scrittrice – Questa rubrica si propone di passare in rassegna alcune delle piccole-grandi difficoltà del quotidiano di persone con disabilità e, anche con la collaborazione di chi ci è già passato, proporre una strada, senza la pretesa che sia la soluzione
Il problema

Una delle cose che aiutano i genitori di bimbi con disabilità è sapere di potere contare su terapisti in grado di dare realmente e concretamente una mano.
Ovviamente non sempre è così, capita di imbattersi in persone che, pur avendo studiato, non riescono a instaurare un’intesa che consenta ad entrambi di crescere e migliorare.

Vero è anche che non è semplice insegnare, specie quando chi dovrebbe apprendere si rifiuta di farlo e per scansare l’atto educativo mette in atto comportamenti più o meno coattivi (molto alla lontana, sinonimo di obbligati, non frutto di scelte volontarie e consapevoli).

Che fare, ad esempio, quando un ragazzino che anagraficamente ha da un bel po’ superato la fase orale, in cui i bimbi portano tutto alla bocca per sperimentare e conoscere cose nuove, si ostina ad “assaggiare” qualunque oggetto gli si pari davanti?

Oltre che pericoloso, è anche fortemente controproducente ai fini dell’apprendimento.

IL CONSIGLIO

Le terapiste dell’associazione per lo sviluppo delle abilità infantili Nasinisù hanno vissuto un’esperienza simile con uno dei loro piccoli pazienti.

Le possibilità di apprendimento – confermano – venivano ridotte in modo significativo perché il materiale implementato non veniva usato col suo scopo ma direttamente messo in bocca. Si è pensato allora di inserire l’uso della collana di gomma. Il bambino, potendo tenere sempre qualcosa in bocca che gli è consentito masticare, ha finalmente cominciato a usare le mani per fare altro; ad esempio, ha iniziato a fare qualche segno per comunicare, e per un bambino con le sue difficoltà questo ha rappresentato una conquista significativa.”

Trovare un oggetto sostitutivo e gradevole che possa “assorbire” il carico di energia disorientata di molti bimbi con problemi consentendo loro di scaricare la tensione, può dunque far sì che la loro attenzione, prima ossessivamente rivolta al soddisfacimento del bisogno, possa essere rivolta all’esterno.

È questa la base per imparare ad usare gli oggetti in modo funzionale. Piccoli ma essenziali passi nel loro particolare percorso di crescita.

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