Parole di Carta: In viaggio oltre le barriere

Se c’è un problema, c’è la sua soluzione – Rubrica a cura di Antonella Carta – Insegnante/Scrittrice – Questa rubrica si propone di passare in rassegna alcune delle piccole-grandi difficoltà del quotidiano di persone con disabilità e, anche con la collaborazione di chi ci è già passato, proporre una strada, senza la pretesa che sia la soluzione

L’esperienza di Zoe e Diego

Il 3 dicembre è stata la Giornata internazionale delle persone con disabilità. Con l’occasione, Rainbow Diversamente Radio ha organizzato un importante evento alla Città della Scienza di Napoli in cui si è discusso di disabilità a 360 gradi con l’ausilio di politici, medici, ricercatori, allenatori e campioni paralimpici, associazioni di settore e di alcune scuole della Campania che hanno partecipato ad un concorso indetto da Rainbow sull’uso delle tecnologie come ausilio alla disabilità.

Si è dunque discusso delle oggettive difficoltà che la disabilità il più delle volte comporta, ma anche e soprattutto di possibili soluzioni. A tale scopo, molto significativa è stata la testimonianza di chi, pur avendo una disabilità anche seria, non si è lasciato fermare da essa ma ha combattuto con impegno, fiducia e determinazione per conseguire obiettivi importanti.

Tra i partecipanti al convegno, Zoe Rondini, autrice di Nata viva e Raccontabili, e Diego Messana, autore de Le battaglie dell’ombra, la cui testimonianza può essere d’incoraggiamento ai tanti che si lasciano scoraggiare dalle difficoltà, di rilievo o meno che siano, e che, per timore, finiscono col rinunciare ad esperienze che invece potrebbero migliorare la qualità della loro vita.

Zoe vive a Roma, Diego a Palermo. Si sono conosciuti proprio tramite Rainbow Diversamente Radio, con la quale collaborano.

Impossibile non rimanere incantati dalla sinergia, dall’intesa che hanno creato e dalla dolcezza con cui si dedicano l’uno all’altra. Vedendoli è questo ciò che salta immediatamente all’occhio, e solo in un secondo momento si prende atto che entrambi hanno una disabilità: Diego si muove con le stampelle, Zoe per i lunghi tragitti ha bisogno della sedia a rotelle.

Quando Amelia Focaccio, organizzatrice dell’evento col supporto di Francesco Baldi, ha invitato i collaboratori della Radio a parteciparvi, Diego ha subito colto la palla al balzo: non aveva visto Napoli se non da bambino insieme ai suoi e ne conservava pochi ricordi; inoltre aveva il grande piacere di poter prendere parte attiva al convegno, come poi è stato con diverse interviste fatte a rappresentanti del mondo scientifico, lui che di lavoro fa il chimico, e di poter dar sfogo alla sua passione per la fotografia in uno scenario d’eccezione come Napoli. Ma la motivazione più forte è stata quella di poter condividere tutto ciò con Zoe.

Se lui è comunque abituato a viaggiare in autonomia, per Zoe questo sarebbe stato il suo primo viaggio in treno da sola, anche se col supporto dell’assistenza di Trenitalia. Eppure, come ci racconta, la sua prima reazione alla proposta di Diego di vedersi a Napoli è stata di entusiasmo, anche perché hanno avuto modo di incontrare persone straordinarie, tra cui l’assessore e autore Luca Trapanese, a cui hanno potuto anche fare omaggio dei propri libri, e conoscere di persona gli altri collaboratori di Rainbow Diversamente Radio.

Zoe e Diego in piazza Verdi a Palermo. Alle loro spalle il Teatro Massimo

Si erano già visti a Palermo per un breve incontro fatto anche di passeggiate loro due da soli, aiutandosi a vicenda: lui spingeva la carrozzina, lei gli reggeva le stampelle e gli alleggeriva il compito dandogli una mano a partire e a frenare.

Forse abbiamo un po’ esagerato – spiega Diego – Infatti mi è poi venuta la tendinite. Forti di questa esperienza, abbiamo deciso che avremmo vissuto i giorni a Napoli pienamente ma badando a non eccedere.

Per evitare che si ripresentasse il problema – aggiunge Zoe – avevo affittato una sedia a rotelle elettrica, così Diego non avrebbe dovuto spingere, ma si è rivelata molto pesante e ingombrante. Inoltre, le persone dell’assistenza al mio arrivo alla stazione di Napoli mi hanno accompagnata solo fino all’auto, per cui Diego da solo ha fatto un’enorme fatica a caricarla sul sedile e si è anche rotto il joystick che la guidava.

Zoe e Diego in Piazza Plebiscito a Napoli

Diego conclude: Abbiamo comunque risolto grazie all’aiuto di Amelia Focaccio che ci ha messi in contatto con l’Ortopedia Silvestri di Quarto la quale ci ha messo a disposizione una carrozzina classica con cui abbiamo potuto muoverci per Napoli come due turisti felici di fare questa esperienza e di farla insieme.

Alla fine, quindi, malgrado l’inconveniente iniziale, hanno vissuto fino in fondo i giorni a Napoli, non facendosi fermare da niente, nemmeno dalla pioggia battente. Inoltre, come raccontano, superare le difficoltà e andare oltre è stato fonte di soddisfazione, per aver fatto qualcosa di un po’ coraggioso.

IL CONSIGLIO

Alla domanda se abbiano qualche consiglio da dare, Zoe risponde: Per fare esperienze del genere bisogna superare un po’ la pigrizia, l’ansia di uscire dalla personale zona di comfort e questo fa parte del carattere di una persona, non della disabilità. Anche io ho dovuto superare le mie paure, ma l’esperienza ti rafforza: prima di andare a Palermo avevo un po’ di timore, poi sono stata benissimo, a mio agio, e quindi è ovvio che non vedessi l’ora di partire per Napoli.

In conclusione, ribadisce Diego: Le difficoltà vanno affrontate senza ansia, ma è necessario anche non essere imprudenti, avere la saggezza di valutare nel dettaglio tutte le condizioni a contorno, in modo più attento rispetto a chi non ha di queste difficoltà. Noi con la carrozzina elettrica pensavamo di aver risolto un problema ma non abbiamo valutato che ne avremmo creato un altro, quello del peso. Bisogna non lasciar dominare l’ansia e la paura, molti posti sono accessibili e la gente è quasi sempre disponibile a dare una mano.

Ad esempio, cenavamo in un locale in cui si mangia benissimo e i ragazzi poi ci riaccompagnavano fino all’albergo; non era lontano ma non era comunque compito loro, lo facevano col cuore. Oppure anche in albergo: all’inizio ci avevano assegnato una camera più piccola, ma poi ci hanno proposto di trasferirci in una più grande, comprensiva di ausili per la disabilità. In un primo momento abbiamo rifiutato, ma poi ci siamo resi conto che sarebbe stato molto più comodo per noi, e così è stato. Quindi se c’è la possibilità, è giusto approfittarne, essere coraggiosi ma non temerari, perché non c’è niente di male a chiedere a e a ricevere aiuto.

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