“Il Figlio di Tarzan” ricevuto dal Presidente Mattarella

Il viaggio da Palermo a Roma attraversando Sicilia, Calabria e Lazio fino alle stanze del Quirinale

Cari lettori come sapete di tanto in tanto utilizzo le pagine del blog per raccontare delle esperienze o dei fatti che mi riguardano personalmente; cosa che solitamente faccio invece sui miei social network.

Come altre volte è capitato anche questa volta vi parlerò di un mio viaggio. La meta è assai prestigiosa, niente popo di meno che il Quirinale. Sono stato, anzi per meglio dire, siamo stati ricevuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a cui abbiamo presentato il mio docufilm Il Figlio di Tarzan!

Dico “siamo” perché insieme a me oltre alla mia famiglia, e a due accompagnatori, c’erano anche il duo comico Valentino Picone e Salvo Ficarra, produttori del film, e Mariagrazia Moncada che ne ha curato la regia.

Un gruppetto assai nutrito ma d’altronde per tutte quelle che sono le mie esigenze e necessità quando mi metto in viaggio non solo con me devo portare tantissime cose ma anche più persone. La mia famiglia, mia madre e mia sorella, più uno dei miei assistenti e un amico che ci accompagni per darci una mano soprattutto per me. A questo giro mio cugino Filippo.

A differenza di altri viaggi passati in cui abbiamo attraversato l’italia in nave per poi concludere l’ultimo tratto con il mio furgone (detto anche pulmino), questa volta abbiamo deciso di affrontare tutto il percorso interamente via terra in due tappe e in più giorni sia all’andata che al ritorno.

La prima da Palermo (Misilmeri per meglio dire) a Cosenza e la seconda, il giorno dopo, da Cosenza a Roma. Circa cinque ore a tratta, una bella sfacchinata e un bel po’ di gasolio. Anche se devo dire, stanchezza a parte, che non è così male attraversare un pezzo del “Bel Paese”.

IL SUD ITALIA BATTE IL CENTRO

Come dicevo le tappe sono state due come pure i rispettivi alberghi che abbiamo prenotato e dove abbiamo alloggiato a Cosenza e a Roma. Non posso negare il fatto che all’Hotel Royal della cittadina calabrese ci siamo trovati benissimo, soprattutto per quelle che sono le mie necessità e che hanno trovato piena soddisfazione nelle richieste che preventivamente avevamo fatto alla struttura alberghiera. Una ampia stanza per me e i miei accompagnatori e ascensori adeguati all’ampiezza della mia carrozzina. C’è da aggiungere che tutto’albergo era perfettamente accessibile e fruibile oltre a una cortesia e gentilezza dello stuff.

Le stesse parole non posso invece utilizzare per l’Hive Hotel di Roma, in zona Quirinale. Un albergo completamente ristrutturato da soli tre anni e credetemi assolutamente scarsamente accessibile per chi ha una disabilità motoria ma direi anche per un cliente con una valigia ingombrante di troppo. Come suggerisce la parola inglese “hive”, l’albergo è architettonicamente ispirato a un alveare e ho quasi l’impressione che abbiano scambiato i clienti per api operaie.

Personalmente per raggiungere la mia stanza ho dovuto prendere un ascensore di servizio neanche sufficientemente capiente tale che solo spostando la carrozzina di peso è stato possibile farvela entrare. Inoltre per prendere questo ascensore si entrava solo dall’esterno della struttura e tra una marea di cianfrusaglie depositate lungo i corridoi. Anche la stanza di certo non della stessa comodità dell’altra. Eppure avevamo fatto le stesse richieste di Cosenza e avuto rassicurazioni purtroppo non vere.

L’INCONTRO COL PRESIDENTE E UN GIRO PER LA CAPITALE

L’appuntamento con il Presidente Mattarella era fissato per il venerdì 17 dicembre alle ore 12. Rigido il protocollo sanitario: oltre alla terza dose del vaccino era anche indispensabile un tampone fatto 24/48 ore prima massimo. Tampone che infatti abbiamo fatto a Cosenza.

Incredibile è stata invece l’accoglienza. Non solo abbiamo attraversato la piazza antistante il palazzo del Quirinale col furgone ma addirittura ci è stato dato direttamente accesso al cortile del Quirinale dove ci aspettavano i collaboratori del presidente oltre la presenza dei mitici corazzieri. Ci hanno fatto accomodare in una sala al piano terra predisposta di amplificazione e sedie giustamente distanziate, da protocollo covid.

Dopo pochi minuti è arrivato il Presidente Mattarella e una cosa che ho notato subito è stato lo sguardo colmo di ammirazione dei suoi e delle sue collaboratrici. Mi ha dato come la conferma di come questo sia stato un presidente davvero importante in un settennato molto intenso, per così dire.

L’incontro è durato poco più di mezz’ora nella quale ho raccontato al Presidente il nostro docufilm e spiegato quale fosse il mio punto di vista su questa iniziativa e perché fosse così importante. Ma ho avuto anche modo di rimarcare e fare un po’ il punto della situazione per quanto riguarda l’inclusione delle persone con disabilità nel nostro Paese e all’interno della società, delle necessità ancora da soddisfare e dei diritti da riconoscere. Dall’assistenza domiciliare e alla non autosufficienza, dal lavoro alla mobilità, delle risorse insufficienti e dall’impegno che deve mettere sul campo la Politica ma anche la società civile. Ho anche colto l’occasione per donare al presidente una copia del mio libro Noi Siamo Immortali.

Altrettante parole in tal senso hanno aggiunto anche Ficarra e Picone sottolineando il fatto, attraverso anche delle situazioni esemplari, di come un Paese non possa definirsi civile nel momento in cui abbandona e emargina le persone con disabilità.

Devo dire che spesso, troppo spesso, dai politici o dalle istituzioni quando affrontiamo queste tematiche arrivano risposte non all’altezza o piene di demagogia. Mattarella ha invece fatto un discorso non solo centrato sul tema e i passi ancora da fare ma ha anche ben evidenziato le responsabilità oltre che le soluzioni e posto l’accento su qualcosa che io credo essere fondamentale: promuovere e far crescere e sviluppare una corretta cultura della disabilità in tutta la società. Che poi è forse il messaggio principale che abbiamo cercato di mandare col Il Figlio di Tarzan.

Dopo l’incontro col Presidente ci hanno fatto visitare alcune sale del Quirinale, tra cui la Sala dei Presidenti e un’altra sala dove è ospitato il presepe proveniente da Greccio. Nel corridoio principale un enorme albero di natale.

Lasciato il palazzo e dopo un pranzo tipico romanesco abbiamo visitato i Fori Imperiali, dal Colosseo all’Altare della Patria, e fatto un giro panoramico fino al Gianicolo per vedere la città dall’alto. Non avevo mai visto Roma finora!

RITORNO A CASA

Conclusi tutti gli appuntamenti e lasciato l’hotel abbiamo iniziato a fare strada per Cosenza. Tappa obbligatoria a Castrocielo per incontrare dei miei carissimi amici, Gianfranco e Caterina e le loro figlie e passare un paio d’ore insieme a pranzo. Amatriciana come non ci fosse un domani. C’è da dire che già all’andata ci eravamo trovati benissimo a Cosenza, dove il centro storico e tutto isola pedonale perfettamente accessibile. Il giorno dopo altra tappa prima di lasciare la Calabria, a Pizzo, per fare scorta del famoso tonno sottolio. Preso il traghetto a Villa San Giovanni nel giro di poche ore siamo arrivati a casa. Finalmente!

È stato un viaggio lungo e sicuramente impegnativo da affrontare dove soprattutto si è costretti a sacrificare molte ore in tempo per il viaggio invece che per godersi la destinazione. Tutto questo perché per una persona con la mia disabilità è veramente difficile prendere un aereo o una nave. La prima per la inaccessibilità della cabina, la seconda per la stanza messa a disposizione scomoda e con un letto assolutamente inadeguato. Senza parlare della differenza dei costi nel dover affrontare cinque giorni di viaggio così.

Ciò che porto con me da questo viaggio è innanzitutto la grande soddisfazione di avere presentato un progetto a cui tengo molto, che ci ha impegnato tanto, portando il tema della disabilità alla più alta carica dello Stato. Altra cosa che porto con me è proprio il viaggio nel suo significato più intrinseco, soprattutto per chi come me ha difficoltà a muoversi e a spostarsi. Una boccata di aria fresca!

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