CAP 90036: La lettera di Maria Letizia che vuole lavorare

“CAP 90036” è una rubrica dedicata alle vostre “lettere“. La storia di questa settimana è quella di Maria Letizia che vuole garantito il diritto al lavoro.

“Mi chiamo Maria Letizia, ho 28 anni e vivo a Palma di Montechiaro (AG). Sono affetta da tetraparesi spastica dalla nascita. Questa patologia ha compromesso le mie funzioni motorie, rendendo necessario l’utilizzo di una sedia a rotelle a motore.

Fortunatamente, le capacità cognitive non sono state compromesse. Dopo la maturità scientifica, ho conseguito la Laurea in Lingue e Culture Moderne per poi completare il mio percorso accademico con la Laurea Magistrale in Lingue Moderne per la Comunicazione Internazionale. Ho raggiunto una conoscenza ottimale dell’inglese e dello spagnolo e una conoscenza di base del francese.

Durante gli studi universitari, mi sono appassionata alla traduzione. Per questo motivo, terminati gli studi, ho deciso di intraprendere la carriera di traduttrice. Questo lavoro è ideale per me perché mi consente di lavorare da casa.

Sono costretta a lavorare in smart working perché le mie condizioni fisiche renderebbero faticoso spostarmi da casa ogni giorno. Ho frequentato un Master in Traduzione Settoriale e un corso professionale di Traduzione per l’editoria.

Maria Letizia

Ho difficoltà a trovare lavoro perché, pur essendo iscritta a diversi portali dove vengono pubblicati annunci per lavori di traduzione, nel 99% delle volte viene richiesta esperienza professionale, che non ho, e nell’altro 1% si tratta di annunci truffaldini o che pagano una tariffa irrisoria a cui non vale la pena rispondere.

Ho inviato curriculum a diverse case editrici, ma fino ad ora solo una mi ha risposto chiedendomi di svolgere delle traduzioni di prova che ho svolto, ma poi non ho avuto più notizie. Per quanto riguarda gli altri settori, fino ad ora ho svolto solo un lavoro un anno fa per conto di un’agenzia di traduzione, poi più niente perché non sono riuscita a candidarmi per nessun altro annuncio per i motivi che ho spiegato sopra.

Purtroppo, per il momento, il cambio generazionale si è arrestato perché chi è anziano va in pensione sempre più tardi e che giovane non riesce ad inserirsi. Il mio sogno è poter lavorare per una casa editrice in veste di traduttrice. È il settore che preferisco perché amo i libri e anche perché mi è congeniale visto che si può lavorare con la ritenuta d’acconto senza aprire una Partita IVA. Non mi conviene aprirla se prima non ho entrate fisse.

Spero di riuscire a trovare lavoro presto per diventare un membro attivo della società. È brutto trovarsi nel limbo dei disoccupati quando gli studi sono finiti e vorresti iniziare a lavorare ma non riesci.

Ci si sente in colpa come se la mancanza di lavoro dipendesse dalla propria negligenza o dalla mancanza di iniziativa, mentre invece è il mercato del lavoro che ti chiude le porte in faccia quando la sola colpa che hai è quella di non aver ancora iniziato a lavorare.”

Per le vostre lettere a CAP 90036 scrivete a lavoriamoinsiemeblog@gmail.com o la sezione “Contatti” del blog. Grazie.

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