Oscar De Pellegrin: «Io, primo sindaco con disabilità d’Italia»

59 anni, ex atleta paralimpico, è stato eletto al primo turno con la coalizione del centrodestra. Esattamente 38 anni fa l’incidente che gli ha cambiato la vita

14 giugno 1984: un incidente sul lavoro lo porta a guardare il mondo da una sedia a rotelle. Trentotto anni esatti dopo si riprende ogni cosa, partendo dalla fine per arrivare all’inizio. Oscar De Pellegrin, 59 anni, ex atleta paralimpico, è il primo sindaco con disabilità d’Italia.

Quando accadde avevo vent’anni e pensavo fosse la fine“. Invece era l’inizio. Di un percorso che lo avrebbe portato a viaggiare – rigorosamente su 4 ruote – lungo i sentieri dello sport, del sociale, dell’associazionismo, dell’ambito dirigenziale. Fino a diventare sindaco di Belluno. A chi, da subito, le ha chiesto come avrebbe fatto, ha risposto: «Sono pronto». 

Oscar De Pellegrin Sindaco Belluno

Pronto ad una politica più inclusiva?
«Sono pronto a costruire una città più matura nell’accettare la diversità e il disagio».

A sorpresa non è servito neppure il ballottaggio. Cosa pensa abbia convinto i bellunesi?
«Me lo sono chiesto anch’io. Penso da un lato la mia lealtà, la linea non bellicosa che ho sempre voluto tenere, dall’altro la voglia di cambiamento. Sento di essere portatore di modo nuovo di fare politica e amministrazione»

Trentotto anni fa esatti l’incidente: cosa ricorda?
«Ricordo tutto nei minimi particolari, fa parte di me. È l’incontro con un destino che non ho scelto ma ho dovuto accettare prima di scoprire quante porte di meraviglia poteva aprirmi. È incredibile ma quella tragedia, per me, è stata un trampolino».

Le ha aperto le porte dello sport, facendola diventare campione sia nel tiro con l’arco sia nel tiro con la carabina e nome di punta in 6 Paralimpiadi. Poi i ruoli da dirigente all’interno di Coni, Cip e Fitarco e oggi la politica. La sua lista, pur civica ma di orientamento centrodestra, ha espugnato un comune al centrosinistra. Cosa risponde a chi ha accusato il suo concittadini di voto buonista?
«Ho sempre avuto rispetto per gli avversari, anche se ne ho ricevuto meno. Credo che non servano tante parole, saranno i fatti a dire chi sono come sindaco».

Che cos’è l’ascolteria?
«Dopo due anni di pandemia senza vita sociale, le persone vogliono essere ascoltate. Così ho immaginato un luogo dove la gente potesse raccontarci problemi e portare idee. Un po’ sfogatoio, un po’ luogo di proposte concrete».

Come immagina la città del futuro?
«C’è molto da fare, creare una città per tutti significa pensare non solo a chi come me è in carrozzina ma anche alla mamma col passeggino, al nonno con il bastone».

E la casa delle abilità?
«Un sogno che ho in mente da tempo. Il primo problema di chi vive con una disabilità fisica o psichica è la solitudine. Una struttura che crei interazione tra chi è svantaggiato è un passaggio di indipendenza e di felicità essenziale».

Lei sarà il sindaco delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi Milano Cortina2026. Cosa chiederà al Comitato?
«Belluno in quanto capoluogo deve essere coprotagonista di questo evento».

Bebe Vio, Alex Zanardi e ora Oscar De Pellegrin. Figure dello sport che hanno un impatto sempre più forte sulla società. Cosa vi accomuna?
«La voglia di vivere, il coraggio di non fermarsi, lo scegliere di non rassegnarsi al destino».

Dedica la sua vittoria a qualcuno?
«A mia moglie, la mia forza e la mia bussola». (vanityfaire.com)

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